mercoledì 8 luglio 2009


[...] Spesso le cose più interessanti sono le più folli.
Per questo e' la curiosità che mi fa svegliare alla mattina. [...]
Federico Fellini.



Mi reco in libreria per motivazioni regalistiche e appena metto piede mi si propone davanti, illuminato di luce propria, grosso bello bianco “Il Libro dei Sogni” di Federico Fellini.Tutti gli altri libri scompaiono per magia. In tutta la libreria c’è solo quel libro.Quel libro che nasconde fra le sue pagine tutti i perchè tutte le cause e le radici del genio di Fellini.Prendo il coraggio a due mani, e vado dal librivendolo e con voce sognante faccio:
- Quanto costa IL LIBRO? -(senza indicarlo che tanto anche lui lo sapeva che in tutta la libreria c’era solo quel libro)
- Si sieda. E’ tranquilla? sono 300 (trecento, tre volte cento, sei volte cinquanta) euro.
Il cuore mi si spezza.
- Lo vuole vedere – mi fa il librivendolo con aria furbetta.
- No preferisco pensarlo inutile e brutto.
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Epilogo: …… non so quanto resisterò… fino a che ora è aperta Feltrinelli?

lunedì 6 luglio 2009



[...] Il miglior modo di perdere una cattiva abitudine, e' di sostituirla con una peggiore. [...]
Jack Nicholson


[...]
- Perche' vedo cose che non dovrei?
- Perche' e' la tua natura.
- Cosa vuoi da me?
- Voglio ciò che ogni uomo vuole: un poco di affetto! Un po’ di fiducia, diavolo porco!E mi fai offendere da solo! [...]
Le Streghe di Eastwick - George Miller - 1987


Riesco a sentire quello che gli altri non dicono e riesco a vedere quello che non è successo ancora, questo fa di me una specie di strega. Non una di quelle brutte e cattive che spaventano i bambini per carità, ma nemmeno di quelle buone che usano i loro poteri solamente per scopi umanitari. Spesso ho fatto della mia stregoneria infatti, un uso assoluatamente egoistico, e quindi non sono sicura di essere proprio io la predestinata per questo immenso dono, magari "qualcuno" nella sua infallibilità deve essersi sbagliato, ma intanto ce l'ho e me lo godo. Si, perchè essere streghe ti da una marcia in più, ti mette in contatto direttamente con l'essenza del mondo senza dover perdere tempo in meditazioni strane, training autogeni e roba varia e per me che sono pigra è veramente un bel vantaggio. Ma la cosa più bella ancora in assoluto è rendersi conto di poter viaggiare liberamente in qualsiasi direzione e a qualsiasi ora del giorno e della notte per raggiungere mondi noti e sconosciuti, universi vicini e distanti, sensazioni indescrivibili e soprattutto l'anima delle persone. Eh meno male...non sono mai stata infatti una persona presente per gli altri nè tantomeno affettuosa, lo riconosco, e quindi se non fosse così semplice per me forse non saprei nemmeno cosa vuol dire questa incredibile e talvolta improvvisa sensazione di condivisione totale con il dolore o con la gioia di qualcuno. E mentre rifletto su questo particolare aspetto della mia persona riconciliandomi totalmente con me stessa, mi gusto le note di un brano di musica che ho amato moltissimo e che mi è bastato desiderare di ascoltarlo per ritrovarmelo materializzato in cd nella mia cassetta delle lettere. Anche questo mi sembra un ottimo motivo per ringraziare di essere nata ...strega


venerdì 3 luglio 2009



[...] Non esiste problema che con un po' di buona volontà non si riesca ad ignorare.La follia e' un emozione, non un problema, ecco perche risolvo tutto con la mia follia [...]

Matinée - 1993 - Joe Dante



“Non ho mai avuto paura di abbandonarmi ad un pensiero folle, ad' una idea assurda. Chi ha detto che ragione e coscienza non possano spalancare le porte della nostra mente lasciando entrare un'aria del tutto fresca e rinnovata come quella di una leggera follia. E’ l’ingabbiamento dei nostri desideri più profondi, la circoscrizione della nostra più intima individualità. I pensieri folli esulano da ciò che dovrebbe essere e da come dovrebbe essere il mondo e percorrono strade nuove, dove ogni veduta si plasma al nostro passaggio e ci sorprende per la novità dei suoi colori e delle sue imprevedibili forme. Io non ho paura di addentrarmi in territori sconfinati senza obblighi direzionali o limiti di velocità, non ho paura se la strada ad un certo punto finisce e sono costretta ad arrampicarmi con fatica pur di scoprire cosa c'è oltre la cima di quel monte fatto di preconcetti e pregiudizi. Non mi pongo limiti se sento di voler perdonare un carnefice, non mi sento ridicola se ho voglia di parlare agli animali, non rifletto prima di esprimere un'idea anche se è forte, anche se contrasta un esercito di benpensanti che facilmente aggrediscono con superbia ed arroganza. Non avere un briciolo di follia significa viaggiare senza abbandonare mai il proprio bagaglio di abitudini, è come andare in un ristorante Thailandese e chiedere se hanno del cibo italiano, è come affermare che non ci piace una pietanza senza ancora averla assaggiata o una persona prima di averla veramente conosciuta. In questo continuo dibattito, spesso anche troppo acceso che è la vità, ho capito che tra bene e male, giusto e sbagliato, destra e sinistra, colpevole o innocente, vittima o carnefice esiste sempre un'altra possibilità che non risiede nelle risposte e nei giudizi insindacabili ma nella libertà di un pensiero diverso e quindi meravigliosamente folle.”

lunedì 29 giugno 2009

- Crocifissione vero?
- No, libertà
- Ah, ok allora vada a sinistra.
- Ma va, scherzavo... crocifissione anch’io
- Ah bene, allora a destra e segua gli altri


Brian di Nazareth - Monty Python 1979

[...]La cosa più significativa del nostro lavoro è che sia riuscito a far arrabbiare gente di tutte le religioni, proprio tutte, cattolici, ebrei, protestanti, ortodossi, buddisti. È stato magnifico. [...]




"La parola d’ordine di oggi è: “Mi scoccio”, cioè,, sono due. Sto scrivendo questo ma nemmeno ne avevo voglia…ho letto, ho accennato un mezzo sorriso, ho ipocritamente salutato qualcuno senza troppi stimoli alla socializzazione, poi ho fatto spallucce e sono andata a riempirmi lo stomaco di cioccolato. Mi scocciavo persino di lavarmi le mani. Non a caso la lettera “r” e la lettera “e” che sono le prime che ho digitato per comporre l’indirizzo del mio blog, recano ancora sulla superficie le mie impronte digitali al cioccolato che ovviamente mi scoccio di rimuovere. Il letto è sfatto, la persiana socchiusa, i panni smessi malamente poggiati sul divano, la radio è spenta e la tv è in stand by. Sembra che anche gli elettrodomestici non abbiano voglia di funzionare, e sono fortunati, perché per oggi li risparmierò, insieme ad un po’ di energia, mia, oltre che quella elettrica. In fondo questa atmosfera un po’ “sciatta” mi piace…mi intriga. Mi fa pensare ad un presagio di novità, ad un qualcosa che sta per irrompere. Magari non è così…ma intanto lascio un po’ la porta aperta, se non altro… passa un filo d’aria."


martedì 23 giugno 2009


[..] Il destino di se stessi va deciso da se stessi. L'anima ha il suo peso.
iIdemoni non fanno promesse. [...]

Il castello errante di Howl - Hayao Miyazaki - 2004

L’anima è una casa da abitare
L’ho pensata sull’acqua la mia casa, non era nave ma porto di pensieri in fieri occhi che sapevano tacere fra biblioteche di pupille, scaffali ovattati tra penombre capaci di pagine a sorpresa quaderni a rivelare piccole verità, a disilludere leggende per quella sete che non si sazia a ore - sete di pozzi assai profondi vene inesauste che zampillano sorgenti da riassorbire e mai prosciugare. L’ho pensata a picco sui fondali,su picchi di montagne sopra mulinelli di paura, che camminasse, ma sempre con un tetto che si baci con le stelle, a sciogliere i misteri della pioggia dentro vene di sensazioni.

E’ una casa d’abitare, la mia anima.

domenica 21 giugno 2009

[...] Io la domenica libera sono, e per te la campana a morto suona [...]
La ragazza con la pistola - Mario Monicelli - 1968


Ride sul muro il gatto sornione e lesto a catturare il vento.
A mali estremi... estremi rimedi. Ma non ora.

assaporo la vita in 16:9, senza rewind
.



giovedì 18 giugno 2009


Avrei voluto essere un cane.

Quel maledetto settembre mi portò via tutta l’innocenza, mi strappò ogni sogno infantile: ero finita nella trappola dell’istruzione obbligatoria.La mia genitrice mi sveglio alle 5, così presto per assicurarsi che non facessi tardi il mio primo giorno di scuola, nonostante l’appuntamento fosse fissato alle 9.Dopo quella tortura chiamata preparazione, che consiste nel superare bruscamente lo shock del risveglio con la visione di trasmissioni dai contenuti codificati come Pingu, nell’ingurgitare velocemente latte bollente e biscotti rinsecchiti, nel risciacquare rapidamente le parti del corpo che necessitano di tale trattamento e nell’indossare vestiti presi alla rinfusa dall’armadio, mi costrinse al crudo confronto con lo specchio: indossavo un grembiulino dal colore incerto, ridimensionato in lavatrice talmente tanto da impedirmi ogni movimento; vi era abbinato un fiocchetto giallo annodato intorno al collo, che mi mozzava il respiro; i capelli .. due treccine da Pippi Calzelunghe. Un cappottino che sembrava acquistato con la vendita di tutti i braccialetti regalatimi al battesimo. Uno zaino di trenta chili si contrapponeva ad un cestino della merenda di altrettanti.
Scorsi nel cortili i miei futuri compagni di classe: compresi che sarei stata una teppista
contrabbandiera di matite colorate e spacciatrice di caramelle ad alto contenuto glicolico.
Mamma m’impresse sulla guancia due labbra di rossetto inesistente, ma che sarei riuscita a cancellare solo dopo aver lungamente sfregato con la carta vetrata, opportunamente portata da casa.
Entrata in classe mi accorsi che tra tanta scelleratezza la più infame era l’istituzione: la suora, essere barbuto grosso e grasso, inveiva contro di noi agitando un bastone metallico appuntito, chiamato bonariamente bacchetta.
Finalmente quell’incubo chiamato scuola elementare cessò.Tutti noi eravamo stati fatalmente corrotti e portiamo ancora i segni evidenti di quella nefasta esperienza.
Avrei voluto essere un cane.
[stanotte e’ così ]