mercoledì 25 marzo 2009

[...] E per la prima volta desiderò di essere via, lontano, disperso in una remota regione dove nessuno l'avesse mai conosciuto. In un luogo senza lingua, né strade. E vide questo posto in sogno, senza saperne il nome. E quando si svegliò c'era un gran fuoco. C'erano fiamme blu che già lambivano il letto. Lui corse in mezzo a quel fuoco cercando le due persone che amava. Ma se n'erano andate. Le sue mani bruciavano, si buttò fuori del camper, si rotolò sull'erba umida. Poi corse e non si voltò indietro mai. Corse soltanto. Corse fino a quando fu l'alba. E non poté correre più. E quando il sole tramontò, corse ancora. Corse per cingi a giorni, finché intorno ogni segno d'uomo fu cancellato. [...]
Paris, Texas - Wim Wenders - 1984
Sfiorero' i muri ruvidi graffiando le crepe dei miei difetti.
Sono l’ombra sfumata d’ogni incertezza .

13 commenti:

  1. "Quando ero bambino vivevo in un piccolo appartamento ed il sogno di mio padre era quello di costruire una casa più grande, sogno che realizzò quando ero in America. Era abbonato a varie riviste di architettura ed io ero affascinato da queste case luminosissime, con grandi finestre e con degli enormi spazi sul davanti. Verso i sei, sette anni ho iniziato a disegnare una casa per noi, creavo questi sogni e viaggiavo con la mia fantasia. Il cinema funziona così. Permette alle persone che sono vissute nel loro piccolo ambiente di allargare i loro orizzonti. Il mio approccio al paesaggio è soltanto mio e non credo che sia paragonabile ad altri registi.

    Quando faccio un film è perché sento che ho una necessità. Quello che mi è sempre capitato da quando ho iniziato a girare i primi film è che amo viaggiare e quando mi trovo in un luogo se sento che questo mi attrae e che riesco ad avere un rapporto particolare con quel posto, allora inizio a pensare ad una storia da raccontare. Improvvisamente la storia mi viene so che può essere raccontata solo in quel luogo. Non nasce dentro di me prima la storia e poi il luogo dove girarla ma il contrario. Per quanto riguarda i luoghi, credo che mi attirano molto gli spazi vuoti, quelli che non sono stati ancora riempiti. Berlino, ad esempio, prima del crollo del Muro era una città ricchissima di spazi vuoti che improvvisamente, sono stati tutti riempiti."
    Wim Wenders.

    Grazie.

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  2. Per averlo citato.

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  3. per OOF... GRAZIE (fur) (cosi'... tanto per...)

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  4. Grazie a te F[che non sta per fur].

    [sembra il giorno del ringraziamento ]

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  5. quando qualcuno mi chiede "cosa intendi per cinema rivoluzionario?", io rispondo:
    "Un'inquadratura interminabile di due persone che parlano d'amore in modo non esplicito, separati da un vetro e un muro, che non si guardano mai in faccia, nè si incontrano fisicamente"

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  6. Bello, mi piace. Quasi come "Io non sono una ragazza" :)

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  7. "L'amore reciproco, così come io lo considero, è un dispositivo di specchi che mi rimandano, sotto i mille angoli che può assumere per me l'ignoto. l'immagine fedele della donna che amo, sempre più sorprendente nella divinazione del mio proprio desiderio e più dorata di vita."
    André Breton: "L'amour fou"

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  8. l'umana felicita' non e' nella perfezione matematica. e' nella scala temperata e nelle figure impossibili. e' nell'inesprimibile. e' in una canzone. o in una donna rannicchiata tra le braccia. in quella donna. in quell'abbraccio.

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  9. ...quando sei con me, e' nelle mie, di braccia...

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  10. già..l'ignoto...
    comparire da un deserto e poi scomparirvi
    stupendo l'accostamento Breton-Wenders...

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  11. ma...possibile che nessuno si sia accorto che è Peter Weir quello in fotografia?
    altro che braccia...mi cadono...
    :)

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  12. Ed il mio inconscio notturno che l'ha fatto solo per te!
    Cadono a me le braccia... ci hai messo 5 giorni :)

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